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domenica 26 aprile 2009

LA PAURA DELLA LIBERTà



Ascoltando le parole pronunciate da Berlusconi in occasione del 25 Aprile (il testo completo lo posto tra i commenti) non sono riuscito a reprimere un profondo senso di angoscia. Ho anzitutto provato fastidio per la bieca operazione politica con cui il premier vorrebbe trasformare la festa della Liberazione nella festa della libertà (mi domando se non la voglia rendere la festa del suo partito... si sa, in un paese disattento come l'Italia, c'è il rischio che tra vent'anni la gente pensi al 25 Aprile in prima istanza come alla festa del "partito delle libertà"). Il presidente del consiglio brama chiaramente assurgere al ruolo di pacificatore nazionale appropriandosi della Liberazione; il problema è che questa "pacificazione" sembra assumere i tratti di un'assimilazione forzata. Si tratta di un gioco sottile; cambiare nome a qualcosa ne implica il possesso, la nuova festa della libertà sarebbe a tutti gli effetti una creatura berlusconiana. Il 25 Aprile sarà pure una festa per tutti gli italiani, ma è indubbio che essa abbia molto più valore per una certa parte politica che per un'altra; emendarla da certi tratti distintivi "di parte"; cambiarle il nome; accettare il ruolo di soggetti "altri" rispetto ai partigiani (mi riferisco ai "ragazzi di Salò"); significa non solo modificarne pesantemente le strutture e stravolgerne l'impianto valoriale, ma anche, alla lunga, provocare uno slittamento di senso.
Ma, se è possibile, non è questo ciò che più di tutto mi ha fatto correre un brivido lungo la schiena, bensì l'uso fatto da Berlusconi del termine libertà; certo sono anni che lui si è "comprato" quella parola, ma, per la prima volta, l'ha traformata in religione (le parole testuali sono state : "la nostra religione della libertà" -notare il possessivo... sarà un plurale maiestatis?-).

Tutto questo mi ha fatto riflettere; non riesco a non chiedermi che tipo di libertà egli voglia proporre e quali siano i dogmi di questa "religione".
Che cos'è dunque la libertà? Domanda complessa e quantomai attuale. Non sono neppure sicuro che esista una risposta univoca. Tanto per cominciare "libertà" è un nome, un termine. Se ci si ferma a questo, il titolo del mio post non può che apparire sciocco; non si può avere paura di una parola! No di certo, ma il problema (e il bello) delle parole è che esse sono segni di qualcos'altro, allora avere paura di un termine significa temere il senso che ad esso viene attribuito e il modo in cui viene utilizzato. Perciò si potrebbe dire che ho paura di un determinato concetto di libertà che non coincide col mio. Questo rende certo le cose più plausibili, ma non è ancora del tutto corretto, o almeno, non lo è nel mio caso. Il dialogo, socraticamente inteso, in fondo, serve proprio ad eliminare il terrore verso punti di vista diversi; dalla discordia nasce il procedimento dialettico che, se portato avanti in modo sincero, non può che condurci alle posizioni più ragionevoli. Cosa rimane dunque che mi possa spaventare?
Rimane un paradosso. Quello per cui il determinato significato del termine "libertà" è indeterminato, assoluto. Non ho cioè paura di un determinato concetto, ma del fatto che questo determinato concetto non è affatto determinato. Cosa significa? Significa che, sbandierare il vessillo della libertà in modo completamente astratto conduce ad uno svuotamento di significato concreto. La libertà in termini astratti, come "religione", è indeterminata, è vuota, ed è dispotica, proprio in quanto assoluta non può che essere dogmatica. La religione della libertà è la traccia della dittatura più sottile, quella del pensiero. La libertà per riempirsi di senso e non rimanere un nulla che nulleggia nel mare delle verbosità populiste, deve rivolgersi al concreto, deve essere inserita nel suo contesto storico, specificata nella sua grezza e molteplice materialità. E' da un problema vissuto che nasce l'esigenza di una determinata libertà; la libertà è perciò plurale e in un certo modo contingente, relativa cioè al suo contesto storico-geografico, non è un elemento trascendente, ontologicamente superiore; una divinità alla cui ara consacrare la nostra esistenza.
Mi ritornano in mente le parole quasi profetiche scritte nell'ormai lontano 1988 da Ludovico Geymonat nel suo saggio intitolato (per l'appunto): "la libertà".
"[...] L'accettazione di questo punto di vista (nda: della libertà come assoluta) rischierebbe poi di farci assumere in modo inconsapevole un atteggiamento tipico della mentalità religiosa. Come nell'ambito delle lotte religiose si contrapponeva una religione vera contro tutte le altre forme di religione (false), così oggi si tende a contrapporre la libertà vera (nda: cioè trascendente, assoluta) contro tutte le approssimazioni storiche della libertà.
[...]Gli esempi storici sono veramente molteplici e devono far riflettere: si pensi agli Stati Uniti, anch'essi con la loro politica estera pretendono di "portare la libertà" ad altri popoli. In realtà gli Stati uniti "portano la libertà" agli altri paesi con un metodo non molto dissimile da quello con cui i paesi cristiani "portavano la cristianità" agli "infedeli".
[...] Dobbiamo sfidare i difensori della "libertà" a scendere dalle sommità degli astratti principi sulla terra delle ingiustizie concrete."
Ecco perchè "Liberazione" dice molto più di "libertà" in questo frangente; il 25 Aprile è stato qualcosa di concreto; una liberazione materiale da un sistema d'ingiustizie concrete (quelle perpetrate dal fascismo); sostituire con un gioco di prestigio liberazione con l'ambiguo e neutro termine di libertà, che, se non specificato, non significa nulla, è deleterio. il rischio è di diventare schiavi ossannanti di una libertà così vuota da essere un mero flatus vocis.


venerdì 19 settembre 2008

Catastrofismi Risonanti e Pensieri Entropici

Muñoz Degrain anacoreta

Oggi il catastrofismo degli articoli che ho letto si accorda bene col mio umore.... che dire, forse nel mio disprezzo del mondo sono in assoluta contiguità emotiva con esso; lo disprezzo proprio perché è disprezzabile e si disprezza da sé e nel tentativo di disprezzarsi in modo opportuno sembra crogiolarsi nell'inevitabilità dell'esito del suo divenire: il mondo muore a se stesso come se la sua funzione primaria fosse la sua propria estinzione....
Se oggi fossi nel Medioevo (tanto per giocare su un paradosso temporale) probabilmente sarei uno di quei monaci pazzi che predica il "contemptus mundi" attraverso l'esilio dal mondo.... eppure ne sono così invischiato -di Realtà intendo- la capisco e contribuisco al suo essere proprio nel momento in cui la giudico inaccettabile e incomprensibile; nel tentativo di emergere dai suoi liquami non faccio altro che affondarvi più profondamente. Ho sempre pensato che ci fosse una differenza abissale tra chi vuole cambiare il mondo e chi lo vuole distruggere o lo vuole rifuggire... oggi nell'incostante schizofrenia delle posizioni che sostengo, questa differenza mi sembra così labile da tradursi in una mera questione di termini. A rigore, cambiare il mondo è come distruggerlo per ciò che è; il rinnovamento o meglio, la rinascita, implica necessariamente una morte antecedente, una conflagrazione dalle cui ceneri possa rinascere l'"Altro", eppure sento dentro me l'invincibile convinzione che anche questo "nuovo Altro" diventerà inesorabilmente un "vecchio Identico", ma allora la fuga è forse l'esito più ragionevole?
ANACHOREO, io mi ritiro... è la risposta? Non saprei, anzi, no, sicuramente no, perchè non è altro che una manifestazione stessa del sistema, fuggire dal sistema diventa il modo per riproporlo, e l'idea di ritagliarmi addosso la scadente icona dell'Eremita, mi fa solo sentire incatenato da un destino indovino, nel tentativo di fuggire non sarei altro che una carta pescata dal mazzo dei tarocchi... tra le altre. Quindi? Quindi nulla, non ho mai detto che le mie considerazioni di oggi volessero avere un senso profetico o volessero porsi come la prospettiva di un agire o anche di un non agire, sono solo la trasposizione linguistica delle domande che oggi (e per fortuna non molti altri giorni dell'anno) mi abbracciano.
Infine, giusto per celebrare l'eterno ritorno al reale insito nel mio volerlo fuggire-cambiare-distruggere rimando a ciò che ho letto:


http://www.repubblica.it/2007/02/rubriche/bussole/consenso/consenso.html
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/crisi-mutui-6/crisi-mutui-6/crisi-mutui-6.html
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/batterio-invincibile/batterio-invincibile/batterio-invincibile.html
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/esteri/georgia/georgia/georgia.html

Un saluto a tutti.
(e questa è forse la cosa più sensata che ho detto.... bah, insomma, oggi è così, domani tornerò del mio solito umore)



eremita

venerdì 1 agosto 2008

Fascismi serpeggianti




Il video è noto e stranoto; ha acceso polemiche a non finire e, tanto per cambiare, il mondo gay, o meglio, l'Arcigay s'è indignato e ha lanciato i suoi strali contro Sabina. E' una strategia ben nota che ormai va per la maggiore in Arcigay... la politica dello sgomento, del vittimismo a tutti i costi e della frignata facile. Posto che è più che giusto indignarsi per certe cose, ben più dell'indignazione contano gli argomenti e bisogna dire che su questo punto la tecnica comunicativa di alcune associazioni (ma certo anche i media ufficiali non aiutano) fa acqua da tutte le parti col risultato che dell'intero movimento passa l'immagine di un'accozzaglia di lagnosi a priori.




Ma veniamo al nodo gordiano da dipanare. Sabina dice due cose sul Pride. La prima è, in effetti, inesatta. Non c'è stato nessuno spostamento del Pride nazionale da Roma a Bologna. Si trattava di eventi separati ; il pride a Roma (che non era il pride nazionale) c'è stato e se è per questo non è neppure vero che la "questione di piazza s. Giovanni" sia stata accettata in silenzio da tutto il movimento (basti pensare al fatto che "facciamo breccia" ha anzi occupato addirittura piazza s. Pietro con uno striscione tutt'altro che sottomesso : "il Vaticano occupa l'Italia, noi occupiamo il Vaticano"). Ma se su questo punto Sabina ha commesso un errore, in parte giustificato dalle poche e confuse notizie che sono state date sul pride, sull'altro punto ha completamente ragione.



Ed ecco la vera questione: l'ormai famigerato "Italo". Quando ho sentito quello che diceva Sabina mi sono detto: "no, è impossibile... ci deve essere un errore io sono stato al pride di Bologna e non mi pare di aver visto nulla del genere". Così gironzolo un po' su internet e scopro con disgusto che invece è tutto vero. Vado allora a vedere la risposta dell'Arcigay che seguendo le lezioni berlusconiana e di bossi grida al fraintendimento, sostiene che Italo è un gioco, uno scherzo (come i fucili di bossi o le altre colorite "metafore" degli esponenti della destra) e accusa la Guzzanti di equivocare.



"Sorprendono anche le critiche su ‘Italo’ uno dei tanti personaggi della campagna BolognaPride proprio perché provengono da una comica, che dovrebbe dunque conoscere molto bene i meccanismi di ridicolizzazione che passano attraverso il ribaltamento dello stereotipo. Italo per noi è il gay di estrema destra che non riesce a risolvere la contraddizione di militare in un’area politica che i gay li massacra e di essere allo stesso tempo innamorato di un suo camerata; Italo dunque picchia i ‘froci’ proprio perché ‘frocio’.
‘Italo’ è un affondo a quell’ideologia machista che animerebbe le tante balde ‘teste rasate’, una presa in giro pesante perché ribalta lo stereotipi del ‘virilissimo’ fascista.
Sabina Guzzanti è riuscita ad equivocare tutto questo, sostenendo erroneamente che c’erano bandierine di Italo sul palco, ma sopratutto affermando che l’uso di Italo era direttamente collegato alla volontà del Pride di non prendere posizioni antifasciste. "
http://www.bolognapride.it/2008/07/10/no-cav-day/#more-355
(comitato organizzatore pride Bologna 2008)



Questa la risposta dell'arcigay, ora perché non dare un occhio al camerata Italo?



Riporto qui la scritta completa del volantino (nel caso aveste difficoltà a leggerla)



«Essere maschio significa picchiare, soprattutto i froci, meglio se in tanti contro uno, perché l’onore virile deve essere difeso. Se poi ti accorgi che il sabato sera, a CasaPound, al concerto del tuo gruppo nazirock preferito la vista del tuo camerata a torso nudo ti eccita, ti racconti che non importa, perché tanto tu e lui siete camerati, e poi non puoi essere frocio, perché non ti senti “sensibile”, non vesti alla moda, non ascolti Madonna».



Il suo creatore (iscritto a un forum neofascista legato a casapound come riporta anche indymedia: http://emiliaromagna.indymedia.org/node/3070) sostiene in risposta di essere vittima di pregiudizi e accusa gli antifascisti di essere i primi ad essere intolleranti.



"Stigmatizzare pubblicamente questa mia scelta, costringendomi a subire pesanti attacchi personali solo perchè ho rotto il tabù del dialogo col nemico atavico non è molto differente dal bruciare in piazza i libri messi all’indice."
http://www.queerblog.it/post/3624/bologna-pride-il-creatore-di-italo-si-difende
(la lettera del signor Lorenzo Q Griffi )

Direi che ci sono abbastanza elementi per capire come stiano realmente le cose. Il vero problema è la politica d'inclusione totale che l'arcigay vuole sempre promuovere (mi domando se non ci siano sotto motivi ben più venali della causa).... non bisogna schierarsi politicamente tutti devono potersi ritrovare in arcigay etc. la questione è che quando accetti tutto e il contrario di tutto giocando a fare l'equilibrista ti trasformi in un semplice contenitore vuoto e privo di un'anima (nell'accezione più laica del termine). Rispondendo al signor Q mi permetto di osservare che le frasi di adesione da lui pronunciate sul forum vivamafarka mi sembrano indicare ben più di una semplice "curiosità"; ma anche prescindendo da ciò dirò, per quanto riguarda me che è vero, anch'io sono intollerante, ma solo verso coloro che dimostrano di esserlo sistematicamente e che anche con l'ausilio della violenza non fanno altro che riperpetrare gli schemi mentali secondo cui il "diverso" (qualunque esso sia) deve essere considerato inferiore. Per questo secondo me il movimento per essere realmente coerente dovrebbe lottare non solo contro le discriminazioni che lo riguardano da vicino, ma contro qualunque discriminazione, perché non c'è nulla di più odioso di una "vittima" che si fa a sua volta "carnefice" adagiandosi e facendo propria, tra l'altro, quella stessa "cultura"(se così può essere chiamata) che lo condanna.

In conclusione posto l'opinione che condivido appieno dell'assemblea antifascista di Bologna

"Mettiamo che Italo esista. Mettiamo che Italo venga al Gay Pride. E mettiamo che la settimana dopo Italo e i suoi camerati vadano a “picchiare” non più i “froci”, ma altri: compagni, immigrati, chiunque.Sarebbe accettabile? Noi pensiamo di no."

( http://assembleantifascistabologna.noblogs.org/ )

Qui sotto trovate il video live dei 99posse "rigurgito antifascista"



giovedì 10 luglio 2008

L'horror vacui del dottore


Ebbene sì, ormai rientro nel novero di coloro che dopo aver sudato sangue sui libri ora guardano al loro futuro con timore ed una buona dose d'apprensione. Festeggiamenti rimandati... in questi dì sono alla spasmodica ricerca di un percorso da seguire, mi pare di essere in balia di una corrente ignota mentre scavo nella rete e tra le disposizioni burocratiche alla scoperta dei bandi di concorso per il dottorato. Eccomi chino sulla mia sfera di cristallo telematica (il mio pc) pronto a cercare di cogliere i contorni di un domani possibile che emerge dalla lattiginosa incertezza del presente, ma neppure la pizia mi potrebbe essere d'aiuto (anche se forse le foglie lanceolate mosse dal vento e incise dalle sue sibilline sentenze potrebbero adattarsi al mio umore).
Punti fissi non ci sono, se non quelli che ti si pongono come limiti invalicabili che non potrai mai superare neppure con sforzi pantagruelici e l'impressione che mi pervade è di essere uno di quegli eroi tragici che si apprestano a lottare contro l'incommensurabile. Beh , se non altro, in caso di sconfitta, potrei comunque assaporare il gusto di essermi ritagliato addosso una maschera alfieriana se non addirittura sofoclea. Poco importa che io non abbia a che fare con fatidiche predizioni; i miei mostri non sono meno spaventosi di quelli della mitologia... Ecco che gli scriteriati tagli all'università voluti dall'attuale governo (date un occhio all'articolo di Repubblica: http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2008-uno/universita-agitata/universita-agitata.html ) vanno a braccetto con l'altro terribile mostro che dovrò sconfiggere: la raccomandazione. Pochissimi posti, molti dei quali "prenotati" per chi conta.... non ho paura delle sfide e sono abbastanza convinto della mia preparazione (e, a dire il vero, non solo io), ma quando ti si chiede di giocare una partita "truccata" non puoi fare a meno di sentirti un po' dubbioso e sconsolato... insomma, non c'è che dire, farei volentieri il cambio con l'idra di Ercole...
Così non rimane altro che seguire le indicazioni dello stregatto e imparare l'arte schizofrenica di camminare su mille strade nel contempo nella speranza che, se gli ami che getti sono tanti, prima o poi qualcosa di commestibile abbocchi.
In conclusione posto il video di Max Cosmico "mille euro blues", anche se in realtà la mia situazione rischia di essere anche più precaria...

venerdì 27 giugno 2008

L'odierno 1938





5 settembre 1938, giorno in cui venne promulgata la prima delle "leggi razziali" in Italia(per chi fosse interessato lascerò qualche notizia in più su questo decreto nei commenti).
Sì è questa la data cui faccio riferimento e che purtroppo ancora oggi, anzi soprattutto oggi, mi pare decisamente troppo vicina.

M'immagino le facili critiche che potrebbe sollevare l'incipit del mio post: il fascismo è passato; la situazione attuale è completamente diversa; la mia è solo una posizione demagogica tipica della sinistra...
Per la verità non risponderò a queste obiezioni perché le ritengo sciocche almeno quanto chi le muove, mi limiterò a prendere in esame alcuni eventi recenti e a proporre delle connessioni col passato perché se è pur vero che è necessario inserire ogni evento nel suo contesto storico evitando perciò di forzarlo fuori dai suoi limiti cronologici, è però anche vero che pensare che il passato ci sia completamente estraneo significa ridurre la storia a semplice favola, ignorandone le imprescindibili lezioni; così come significa non capire che certe dinamiche possono riprodursi in modo simile anche in tempi diversi se persistono le cause scatenanti.

I fatti in realtà sono già noti, ma non posso esimermi dal parlarne perché il mio silenzio si tradurrebbe in un ributtante assenso e tacere mi farebbe sentire complice.
Non mi riferisco qui ai singoli episodi di violenza nei confronti dei rom, già di per sé deprecabili, ma all'ancora più grave giustificazione che questi sembrano ricevere in virtù delle nuove proposte di legge.
Possibile che non ci si accorga di quanto è discriminatorio e incostituzionale considerare la clandestinità un'aggravante? Se tutti sono uguali davanti alla legge, com'è possibile che per lo stesso reato vi siano due pesi e due misure, una più lieve nel caso in cui questo venga commesso da un cittadino italiano ed una più pesante se a perpetrarlo è un clandestino? Non è già questa una forma di discriminazione e delle più gravi? Ma non basta, dopo il reato di clandestinità e le ronde leghiste adesso salta fuori la proposta di Maroni di prendere le impronte digitali a tutti i Rom! abberrante e terrificante, non può non riportare alla mente ciò che accadeva in Italia in altri periodi infausti... A dir la verità non riesco neppure a commentare nonostante il mio intento iniziale fosse quello, d'altra parte questi fatti sono già abbastanza eloquenti di per sé per chi ha un minimo di cervello... così, almeno per stavolta, mi limito a prendere atto della situazione e a manifestare il mio dissenso e il mio disgusto.
In cima al post trovate il video di una canzone di Caparezza "vengo dalla luna", qui di seguito trovate una scena tratta da "gypo", un fantastico film a tematica lgbt che tratta anche dell'intolleranza nei confronti dei rom.


domenica 15 giugno 2008

I Trucchi Della Scrittura


Ciao a tutt*, finalmente oggi dovrei stampare la versione definitiva della tesi, così avrò un po' più di tempo da dedicare al Blog!

Mi sento quasi un metaforico Lazzaro pronto a tornare alla vita.... eheheh... Ad ogni modo, la neonata associazione MINUENDO propone come sua prima iniziativa a Piacenza un Workshop di scrittura creativa a tematica LGBT.
Lo scopo di Minuendo è quello di rivolgersi alle molteplici culture della diversità per instaurare un dialogo fecondo tra le diverse prospettive che porti a scoprire la ricchezza delle differenze. Ci proponiamo così di tracciare un percorso che tratti delle diversità etniche, di disabilità e delle mille sfaccettature incluse nel continuum dei generi.La nostra prima iniziativa vuole essere un modo per coniugare le elaborazioni teoriche dei partecipanti e i loro vissuti mediante le tecniche della scrittura creativa.Per chi fosse interessato il laboratorio si terrà a Piacenza presso la nostra sede il 20-21-22 giugno, mentre per quanto riguarda il pernottamento assicuriamo modici prezzi. Per qualunque informazione su come raggiungere la nostra sede potete utilizzare i contatti scritti in fondo al volantino, oppure chiedere direttamente a me.

Un saluto a todos.

giovedì 24 aprile 2008

Musicologia gay

Mi è capitato di recente di leggiucchiare sul sito dell'A.T.OMO. (associazione tematiche omosessuali) un post sul rapporto tra musica ed omosessualità.




Un post che giustamente si lamentava della banalità con cui viene trattata l'identità omosessuale nel panorama culturale italiano (vedi la Tatangelo). Ammetto però di aver trovato banale anche il video di Levi Kreis("we are ok") portato invece come esempio positivo... Uhmmm è vero che "de gustibus disputandum non est" ma sinceramente mi è parso un po' un backstreet boys mancato.... eheheheh direi che di boy-band ne abbiamo pure troppe senza bisogno di altre canzoncine smielate! Ho pensato allora di rispondere postando qualche video alternativo. Nei commenti posterò anche i testi delle canzoni.


Vista la mia natura criptolesbica comincio da un brano ("Adrenalina") che nasce dalla collaborazione delle MaB con la fantastica Giuni Russo... trovo che la parte musicale sia molto interessante con il passaggio dai suoni duri tipici dell'hard rock delle Mab ai virtuosismi vocali di Giuni.... il testo poi è veramente carino e squarcia il velo della standardizzazione dell'eros che la società ci propone. allora vi lascio alla scossa "adrenalinica" di queste portentose donzelle così potrete cantare anche voi con loro "il mio sistema è stanco di un erotismo bianco!"




Il secondo video è invece dei Franz Ferdinand la canzone è "Michael" e descrive un incontro omosessuale in discoteca, dedicata quindi a questo "beautiful boy on a beautiful dancefloor". Il video in realtà non è granchè, ma il testo è fantastico, se sapete un po' d'inglese andate a leggerlo nei commenti.




L'ultimo video che propongo per oggi è quello di una famosissima canzone degli Electric Six "Gay bar" dove si vede la versione gay di Abramo Lincoln che invita l'ascoltatore a seguirlo al Gay bar perché, dice "I've got something to put in you..." ahahah è spassosissimo, godetevelo.







mercoledì 16 aprile 2008

Mal di pancia elettorali


Il dado è tratto, le elezioni sono finite e noi italiani ci ritroviamo col governo che ci meritiamo. Nulla da dire, in fondo sono le regole del gioco democratico, e l'Italia è evidentemente spostata a destra. Basta riflettere un istante sui paradossi della storia per capire che anche Camillo Benso conte di Cavour, il padre della destra storica, su certi temi (uno su tutti, la laicità dello stato), era molto più a sinistra del veltroniano partito democratico. Bisogna allora armarsi di pragmatismo e guardare in faccia la realtà, cioè che le elezioni in Italia non si vincono con la testa, ma con la pancia, col portafoglio e con l'immagine. Si può dire che già si sapeva, in fin dei conti, quanto "l'epa croia", per dirla dantescamente, dell'elettore medio si faccia influenzare facilmente dalle lusinghe e dalle favoleggiate promesse di una maggiore ricchezza, così come dagli spauracchi del "diverso"evocati giocando sull'irrazionale e sull'istinto di autoconservazione che s'innesca quando ci si trova di fronte a dei pericoli, siano essi reali o immaginari. Non è affatto una novità se è vero quello che diceva Guicciardini secoli orsono, che gli italiani si dimenticano prima della morte del padre che della perdita del portafoglio.

Ma anche questo mio snobismo di sinistra certo non aiuta a risolvere la situazione; è inutile rinchiudersi nella propria turris eburnea dispensando con spocchia occhiate sprezzanti al mondo che ci circonda come se noi non vivessimo in quello stesso mondo. Allo stesso modo spiegare, come fa Diliberto, il fallimento della sinistra, e mi riferisco nello specifico al clamoroso sfacelo della sinistra arcobaleno, riducendo tutto alla mancanza nel simbolo della falce e del martello, significa mostrare solo di non essere in grado di fare una basilare analisi politica. Che poi adesso il progetto del pdci, sempre secondo Diliberto, debba essere quello di riallacciarsi e di ritornare a quel percoso politico che (parole testuali) si è interrotto nel 1984 con la morte di Berlinguer, mi sembra una follia e diventa la chiara indicazione di una miopia che non consente alla classe dirigente politica di capire alcunchè della società italiana attuale. Le cause della sconfitta, secondo me, sono ben altre. Primo fra tutti, sicuramente, l'appoggio dato al governo uscente senza che a questo impegno corrispondesse la messa in atto di nessuna delle riforme di cui la sinistra doveva essere portavoce. Secondo, anche se strutturalmente più importante, l'impressione che il nuovo soggetto unitario fosse disorganico e impreparato. Certo la sua nascita è stata una risposta obbligata alla strada intrapresa da Veltroni, ma è sempre rimasta l'impressione che si stesse rincorrendo una meta non proprio sentita. Così, anche il programma, mi pare che rispecchiasse il ruolo da "coscienza civica" dei partiti centristi che la sinistra si è ritagliata nell'ultimo decennio (per riferirmi solo a ciò che ho vissuto in prima persona). Pieno di spunti interessanti e (dal mio punto di vista) pienamente condivisibile sul piano etico e su quello dei valori, il programma della sinistra arcobaleno mancava però della necessaria organicità e di pragmatismo economico. Vale a dire che era ottimo sul piano ideale, ma che non proponeva un progetto veramente solido e realizzabile che assicurasse governabilità. Non è questa la critica di un astensionista o di un elettore di chissà quale forza politica liberale... ho votato sinistra arcobaleno e non mi pento di averlo fatto come fanno invece coloro che sono sempre pronti ad abbandonare la barca del perdente alle prime avvisaglie di tempesta. Questo però non significa che non possa criticarne le scelte; con fini costruttivi, è ovvio. In fin dei conti ancora troppo spesso si trovano esponenti della sinistra pronti a citare Marx come fosse il vangelo (più a livello locale che nazionale, è vero), ma io sono ateo in tutti i sensi e non sostituisco un'icona con un'altra divinizzando il pensiero di un uomo che, per quanto acuto, faceva un'analisi che partiva dalla situazione del suo tempo (voglio solo ricordare che il Capitale è stato pubblicato nel 1867!!!!!). Così non ha senso che mi si accusi di essere riformista, di non essere comunista o di chissà che altro; è chiaro che dipende tutto dai termini, se per comunista s'intende colui che segue pedissequamente la "dottrina" economica di Marx e che pensa che nel Capitale ci sia la magica ricetta per la situazione economica di qualunque periodo storico, beh, allora effettivamente non sono comunista dal momento che ritengo che il pensiero di Marx possa sì dare spunti interessanti, ma non risposte concrete alle esigenze del presente.

Qual'è allora la soluzione? beh, qui casca l'asino ed io con esso. Ammetto di non avere ancora le idee abbastanza chiare per poter rispondere a questo, mi sono limitato qui a cercare di capire il senso di quanto è avvenuto, la riflessione critica è solo il primo passo, ma è un punto di partenza imprescindibile per ricostruire qualcosa che veramente abbia un senso. Certo, nell'immediato la cosa migliore da fare penso che sia tentare un maggiore radicamento nel territorio, intervenire localmente in modo deciso ed essere ricettivi nei confronti delle esigenze di un mondo che, per quanto un po' ammuffito e ripetitivo ( come dimostra il Berlusconi III ), non è proprio congelato su posizioni imperiture, perché, come diceva Galileo..... "eppur si muove". (speriamo in meglio)

mercoledì 12 dicembre 2007

Viaggi Impossibili....ritorno

E, come promesso ecco la mia risposta al post precedente:






Sciabordio di fiume dal balcone e sferragliare di treni....il ponte ce l'ho, mi manca solo la coreografia della fantastica nanetta ma in fondo viaggio anche a modo mio sul sentiero di fumo tracciato da una sigaretta sfrigolante, l'ha colpita una goccia della pioggia che cade e tam-tam-tambbburella sul parapetto, scroscia a fiotti, pare una scarica elettrica impazzita, anche quella viaggia, ma cazzo se si viaggia di merda risucchiati da un cavo -attenzione- alta tensione; neppure un finestrino per guardare la luna col sorriso da stregatto che m'avvisa che il sentiero di fumo che percorro ha la pessima abitudine di sfaldarsi velocemente nell'aria, nulla da fare è già successo, sotto di me il vuoto, la ringhiera troppo lontana da afferrare e poi c'è sempre la gravità anche quello è un viaggio, unidirezionale certo, ma se ti lasci prendere dalla leggerezza delle facezie il vento vorace ne approfitta e ti strappa via dal tuo moto newtoniano..allora meglio fare il serio e restare un grave, alla fine puoi sempre dire di essere stato toccato dal padre della scienza prima che ti lanciasse da qualche torre, ma stavolta con sommo disappunto di Galileo la caduta non è grave sssssciaffff non mi va di rialzarmi, posso sempre nuotare nella pozzanghera che ho squassato basta non arrancare come un pesce fuor d'acqua, quella ce l'ho tutt'attorno anche dentro ma senza annegare, mi nuoto, o meglio mi viaggio dentro iome sarà questa l'introspezione che immaginava Freud? vedo degli sfigati su pseudo-astronavi celeste vomitino che parlano ad un globulo rosso ciccione, ha delle rotelle di lardo che ondeggiando trasudano della co2..... dritto in vena quindi.... neppure un battito e sono al capolinea, scendo non so dove, ho fatto il biglietto a caso l'importante era viaggiare; all'uscita i buttafuori immunitari sbattono a terra qualche virus ubriaco che non era neppure sulla lista, fuori c'è la coda ma i selezionatori all'ingresso sono inflessibili… un corpo discoteca chissà se ho anche un locale darkroom dentro me? La notte continua a sputarmi addosso il suo catarro umido e sporco, certo ke è notte! certi viaggi si fanno solo di notte ma sono improgrammabili, se li prenoti su internet lo schermo ti ride in faccia altro che lastminutes alle Maldive quello, se c'ha 4 pleuri, se lo compra qualunque sminkione, ma i viaggi, quelli veri, quelli folli, devi avere le carte giuste per farli (mica bastano quelle d'imbarco!) e li paghi con ben altra moneta… mi alzo dalla pozzanghera che ho prosciugato atterrando dal balcone… già come se una balena mi cascasse nella vasca da bagno -che sfigata sarebbe considerando che preferisco la doccia , avrebbe giusto 4 gocce d'acqua a disposizione, poi se muore e marcisce te lo spiego andare al cesso a cagare con i gabbiani che ti guardano dal cadavere… ma insomma stavo viaggiando, che è un po' come dire "ritorno ad andare" quasi mi fossi perso in vie secondarie smarrendo la strada, ma il bello è che se non sai dove vai qualunque deviazione fa tranquillamente parte del tragitto… la bici è sempre lì attaccata al lampione in rugginosa attesa, stringo tra le cosce la sua canna dura mentre il sellino umido mi skiaffeggia il culo ad ogni buca, la catena -clang clang clang- rumoreggia affaticata tra gli skizzi delle ruote, in un orgasmo di melma le gocce mi arrivano fin quasi al viso… devo proprio montare il parafango; quel lampione con la colite concorda con me ammiccando intermittentemente col suo ciclopico lucente occhio….probabilmente vittima di un qualche automobilista poco accorto è destinato a rimanere piegato quasi avesse mal di pancia, costretto a fare l'inchino a qualunque mentecatto passi di qui, me compreso,così non ho neppure bisogno di nascondermi sotto qualche peloso animale per sfuggire al mio elettrico Polifemo, d'altro canto io non ho mai preteso di non essere Nessuno; ma forse è solo piegato a 90 per scelta, le chiappe al vento e via… che, se ci pensi, ogni volta che ti sbicicletti una salita senti i glutei che si rassodano…sorrido- anche il sesso fa parte del viaggio ma è solo una tappa intermedia -non mi piace fermarmi solo a quella stazione- ma neppure la lasci indietro e se riparti per giungere a più alte vette relazionali la traini con te, una stazione semovente, cosa c'entra il culo? Beh se parli di Parinetto c'entra sempre e poi se è sodo è un buon biglietto per la stazione intermedia, per andare oltre poi insomma si vede… alla fine per oggi ho viaggiato abbastanza non mi resta che tornare...


domenica 2 dicembre 2007

Orgogliosamente fazioso (il seguito di Indisponenza mitologica)

Alla fine la pigrizia ha avuto la meglio sull'irritazione, il post è quello che avevo già deciso di scrivere, ma i toni saranno meno pungenti del previsto.
Di recente mi è capitato tra gli artigli il catalogo della mostra "vade retro", tristemente nota più per le vicissitudini legate all'esposizione che per il suo valore artistico.
Sappiamo tutti com'è andata; la mostra doveva tenersi a Milano, ma "donna Letitia" si premura di censurare numerose opere (come la miss kitty che potete ammirare in capo al post), per protesta a un paio di giorni dall'apertura al pubblico gli artisti ritirano le loro opere e la mostra viene annullata. Si alza un gran polverone e molte città si offrono di ospitarla, salvo poi ritrattare all'ultimo minuto. Alla fine dopo vari tira e molla le opere vengono esposte a Firenze senza il patrocinio dell'assessorato ai beni culturali che mostra piuttosto nei confronti dell'evento un malcelato fastidio.
L'assessore, esponente del P.D. ha infatti esortato i suoi compagni di partito a smetterla d'interessarsi alle rivendicazioni delle frocie perchè esse come storicamente nel caso di quelle femministe sono fini a sè stesse e vengono giudicate immature e puerili (classico esempio di chiusa mentalità maschilista/patriarcale direbbe una femminista, ed io concorderei con lei).
Ma non è questo il punto.... sfogliavo il catalogo, quando l'occhio mi cade sulla prefazione che ospitava gli interventi di Vladimir Luxuria, di Sgarbi (come organizzatore della mostra) e.... sgrano gli occhi..... di Ignazio La Russa..... suppongo per par condicio.
Dopo essermi ripreso dallo stordimento iniziale - bocca aperta, sguardo fisso da baccalà , innaturale immobilità, ed improvviso attacco di gastrite - comincio a leggere ciò che vi riporto più o meno fedelmente (dovendomi affidare alla memoria non saranno citazioni precise, ma riassumerò il succo dell'intervento).

Cominciava facendo il simpatico..... "sarà lui o non sarà lui, certo che sarà lui, non avete sbagliato a leggere sono proprio Ignazio La Russa capogruppo(non mi ricordo se alla camera o al senato...) di AN".... poi un po' di blablabla in cui, tra l'altro, sottolinea di non aver preso visione delle opere di cui sta parlando; infine spiega il senso della sua presenza +o - in questo modo "sono felice che l'amico Sgarbi mi abbia chiesto di stendere una presentazione perchè ciò mi consente di dimostrare nei fatti quello che dico sempre a parole: cioè che pur essendo assolutamente contrario a concedere dei pretesi diritti alle coppie omosessuali, diritti che non sussistono, sono cmq sempre pronto a schierarmi contro le discriminazioni che riguardino il singolo individuo."
la mascella a questo punto mi scende fino al petto, la bocca è talmente spalancata dallo stupore che sembra che io stia facendo un pompino ad un gargantuesco cazzo invisibile.
Non ho intenzione di ribattere qui alle assurdità delle tesi sostenute da La Russa (basate tutte su un'ipocrita divinizzazione dell'individualismo tipica della destra), ne abbiamo sentite anche di peggiori; quello che mi sconvolge è che nessuno si sia alzato in piedi nauseato protestando per il fatto che simili incoerenti minchiate siano state pubblicate sul catalogo.
La cosa che infatti più mi fa incazzare è questa smania di correttezza politica che assale tutti..... Evviva la par condicio, dobbiamo essere neutrali, non dobbiamo sbilanciarci!
CAZZATE!!!!
La neutralità in politica non esiste e non può esistere. L'unico modo per essere veramente neutrali è non sostenere nulla! nel momento in cui prendi posizione su qualche argomento necessariamente ci sarà qualcuno che è più vicino al tuo modo di pensare rispetto agli altri. sostenere poi che l'omosessualità non sia un fatto politico è impensabile. E allora bisogna per forza mostrarsi corretti e parlare di rivendicazioni gay in una destra che vorrebbe che i gay fossero solo individui che vivono la loro sessualità nel chiuso della loro camera da letto?
Mi riferisco anche alle cose deleterie che sono state dette sul ragazzo cherichetto/militante in F.I./gay che ha fatto coming uot in una nota trasmissione televisiva.
Possibile che una miriade di frocesse abbia pensato d'incoronarlo santo della finocchiaggine assieme a Britney Spears.... lui ricostituito a simbolo e modello che indica come sia possibile essere gay di destra e gay nella chiesa.... sì cioè ricevendo un calcio in culo se va bene!!!!!!!.... Vabbuò mi sto di nuovo incazzabbubbolendo perciò termino qui, dedico solamente un video di you tube al coming out del tipo(anche perchè trovo questo video di coming out molto più divertente e politico di quello della capessa delle cherichette) . Volevo poi aggiungere lo script di una canzone di Brusco che aveva fatto da sigla a Blob in tempi di par condicio, ma nn l'ho trovata, se vi dovesse capitare "tra le orecchie" ascoltatela è carina. (Brusco Rapcondicio)






venerdì 30 novembre 2007

Indisponenza mitologica



Ok, oggi sono decisamente sull'incazzoso/indisponente ritmicamente andante (e senza allegro con brio).
Dopo essermi fatto cassare dalla mia relatrice, senza che neppure lo leggesse, il capitolo introduttivo della tesi (la cui stesura mi è costata 2 settimane di mal di schiena davanti al pc ed un decremento esponenziale della mia vita sociale) ho la necessità di rifarmi in qualche modo.
Nulla di meglio che convogliare l'"incattivimento" verso qualche argomento da postare.
Decisamente non vorrei essere nei panni del post che oggi finirà sotto le mie grinfie.
Una scorsa veloce agli argomenti in cantiere nella sezione "progetti" della mia mente.
Li vedo tremare quasi fossero prigionieri tra le sbarre dei neuroni... sanno quale sarà il loro destino, oggi uno di loro verrà sacrificato per placare l'ira "divina".
Mi affiora sul viso un sorrisetto cattivo. L'autore-demiurgo in fin dei conti può anche farsi divinità distruttrice... mi sembra quasi di essere una di quelle imperscrutabili divinità azteche che pregusta il sapore del sangue della vittima.
Quetzalcoatl ? No, per quanto m'intrighi l'iconografia del serpente piumato, il suo nome è troppo scontato; oggi mi sento ben più bellicoso, mi calza meglio il nome del dio battagliero Tezcatlipoca.
Ho sempre adorato il suo nome (se si può ateamente adorare il nome di un dio), quando lo pronunci ti rotola in bocca come una biglia, le sillabe fanno una curva sulle bilabiali; okkio al salto dell'esplosiva dentale... et dulcis in fundo il giro della morte delle altre dentali quelle più morbide del -TL-.... (povere palatali non le considero mai) la lingua che s'inarcua dinamicamente e le parole ci scivolano sopra come i vagoni sulle rotaie impennate delle montagne russe. Il tutto reso ancora più caotico dal fatto di non aver seguito l'ordine di pronuncia nella descrizione del percorso, ma oggi appunto sono decisamente entropico.
Quale sarà la vittima da deviscerare?
Già lo so, ma come un sadico professore liceale che pur avendo già scelto chi interrogare continui a far scorrere il dito su i nomi del registro per potersi gustare la tensione dei malcapitati possessori dei nomi di cui sopra, lascio la questione momentaneamente in sospeso(nel senso che questa è la premessa al prossimo post che pubblicherò oggi pomeriggio o domani); d'altro canto un post in tensione rende meglio.

giovedì 8 novembre 2007

latte latticini e suoi derivati.....


latte latticini e vari.....
le donne egiziane per lavorare con un uomo dovranno allattarlo almeno 5 volte.... O_O ehhhhhhhh?!?!?cioè io m'immaggino l'ufficio egiziano la mattina..... "ehi Pina (nome tipico delle donne del luogo) ho preso il caffè, me lo macchi?" ed ecco che davanti alla povera Pina si forma la stessa coda che troviamo da noi davanti alle macchinette per il caffè.... chissà se la Pina fa anche il cappuccino.... Magari però per allattare i colleghi ci sono altri modi..... tipo chissà se valgono pure i derivati del latte.... a quel punto nulla di scandaloso! la Pina arriva in ufficio con una bella ricottina "autoprodotta" da offrire... uhhhmmm magari a pensarci quest'idea è venuta loro in mente per fare concorrenza all'lc1 casei immunitas (o quel cazzzzzpita che è) della serie meglio dei fermenti lattici della danone c'è il latte stesso della Pina!
Un'ultima frecciatina:posto che il problema era :"è scandaloso che una donna lavori di fianco ad un'uomo estraneo"la soluzione diventa:"fagli ciucciare le tette e non sarà più estraneo"logica ineccepibile... come dire Aristotele in questo momento vorrebbe resuscitare per potersi suicidare dalla disperazione!!!!beh, ma grazie AR cazzo esistono anche forme intermedie tra la totale estraneità e il ciucciarsi vicendevolmente i capezzoli!!!!
Non che i cristiani siano molto meglio.... anche loro col trash non scherzano! ho messo in capo al post l'immagine di un quadro che mi ossessiona da quando l'ho visto al Prado.... si tratta del miracolo di bernardo.... dopo tante preghiere le tette della statua della madonna diventano di carne e lui ne ciuccia il latte.... (l'ho sempre detto che l'astinenza fa male).
Scherzi a parte da filofemminista sono indignato (ovviamente per il principio più che per la quantomai divertente soluzione) ogni tanto mi chiedo se una vaginocrazia non possa salvare questo nostro "sad-sick-world" (per citare "Daria".... nanana..nana)