giovedì 31 gennaio 2008

Il prezzo di un addio




Templi di gote ammansite, arrossate
capelli muschiati,
macchiati d’arsura aromata.
Demente!
Sussurro e sarcasmo
d’un occhio accecato, piangente
e lamento ansimante
fremente
da tremito scossa
in danza suadente
e commossa.
L’imbarazzo di un vezzo di pizzo
(il prezzo pagato da un pezzo)
e spezzate parole sue a cascate
da singhiozzo speziate
ed io:”ma scusa, comunque t’apprezzo
intermezzo e silenzio mozzo
e di nuovo imbarazzo
e poi pazzo
nell’orrido olezzo e puzzo
stramazzo nel pozzo del mio
ribrezzo.
Azzimato, fiaccato
a pezzi di pezza cuciti
sul tuo fazzoletto
a brandelli, consunto e bianche nocche
brivido e gelide note di notte...
Sguardo rovente
...m’ammazzi...
...t’ammazzo...
Aspetta mia bella sbavata di rosso di sera!”
Ti giri di scatto
svolazza uno schiaffo
mi urli:”sei stronzo!”
... ... dolente rimango di stucco.


5 commenti:

Alphakinch ha detto...

questa poesia voleva essere la descrizione espressionista di un addio immaginario.
La "bella" abbandonata con gli occhi piangenti che nel chiarore del tramonto si strugge giocando esasperat* con un fazzoletto di pizzo mentre colui che lascia sente tutto il peso dei silenzi imarazzati.
E' un po' una presa in giro della drammatizzazione classica degli addii portata avnti con una sorta di teatralizzazione della scena..... avrei voluto inserire un video da "addio mia concubina" ma ho trovato solo una foto, così ho inserito comunque un pezzo di kabuki.

Ale Orange ha detto...

Dalla grandiosa musicalità e significato...bravu!

Alphakinch ha detto...

Tropppppppppo bbbbbbbbuono Ale! grazie.
Sono lieto di vedere che bazzichi questi miei strambi paraggi bloggari.

P.S. come eravamo rimasti d'accordo x il commento?
ti faccio un bonifico o va bene l'assegno? ahahah scherz. ciao

bardassa ha detto...

"L’imbarazzo di un vezzo di pizzo"

follia, ma di lenta delizia

Alphakinch ha detto...

mia cara bardassolottolinettuccina (ti è abbastanza indigesta la storpiatura alla flanders che ti ho fatto?eheheh) grazie per avermi concesso l'onore di definirmi pazzo, senza il tuo autorevole placet non mi sarei mai sentito degno di tale titolo onorifico eheheheh.
Ci sentiamo presto.